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La Società Italiana di Chimica Agraria (SICA) è nata 25 anni fa con lo scopo di costituire un riferimento per quei ricercatori e studiosi che in varie istituzioni, sia universitarie che extrauniversitarie, operavano nel vasto contesto dell’applicazione delle discipline chimiche alla agricoltura. Il nome Chimica agraria che può sembrare datato, essendo storicamente legato ad attività di ricerca e sperimentazione che risalgono ai primi dell’800, riconducibili principalmente all’opera di Liebig, risulta invece al contrario ancora attuale: nel sito web della American Chemical Society compare fra le possibili “carriere” quella del chimico agrario con la seguente descrizione di competenze: Agricultural chemistry focuses on chemical compositions and changes involved in the production, protection, and use of crops ... it is directed toward control of processes by which humans obtain food and fiber for themselves ... study the causes and effects of biochemical reactions related to plant ... seek ways to control these reactions, and develop chemical products that provide help in controlling these reactions. Chemical products developed to assist in the production of food, feed, and fiber include herbicides, fungicides, insecticides, plant growth regulators, fertilizers, and animal feed supplements... Le attività della SICA che, come riportato nello statuto redatto nel 1981, ha come scopo quello di diffondere le conoscenze e promuovere gli studi e le ricerche nel campo delle discipline chimiche applicate all'agricoltura avendo come oggetto di interesse tutti gli aspetti chimici della produttività agraria e dei fattori ambientali che la controllano ben si riconoscono nelle competenze sopra riportate. Infatti, anche in relazione alla evoluzione che si è avuta nel campo delle scienze e delle tecnologie applicate all’agricoltura, l’attuale campo di interesse scientifico della società riguarda principalmente gli aspetti chimici, biochimici, fisiologici ed ecologici del sistema suolo-acqua-pianta-atmosfera e le interazioni che in esso si sviluppano, i processi di accumulo, mobilizzazione e assorbimento di specie chimiche, endogene ed esogene, utili o dannose, in condizioni ottimali e di stress, l'approccio biotecnologico volto a individuare mezzi tecnici innovativi per la regolazione dei processi atti a migliorare la resa e la qualità della produzione, preservare, migliorare e ripristinare la fertilità del suolo.La Società è cresciuta notevolmente negli anni sia da un punto di vista numerico, passando dagli iniziali 70-80 soci ai circa 200 attualmente iscritti, sia dal punto di vista culturale: i lavori scientifici facenti riferimento alla chimica agraria sono stati di recente valutati fra i migliori nel complesso della ricerca agricola italiana, diversi soci sono ai vertici di società scientifiche internazionali o in comitati organizzativi di congressi aventi respiro internazionale e protagonisti di una vivace attività editoriale. Con questo sito web rinnovato vogliamo offrire ai soci e ai visitatori interessati alla cultura e all’approccio scientifico chimico agrario, uno strumento che permetta di informarsi, dibattere e, seppure virtualmente, incontrarsi, con l’auspicio di contribuire a quella diffusione di contatti e informazioni che sono indispensabile premessa per l’avanzamento della conoscenza scientifica. Elisabetta Barberis Presidente |